Kuka Official System partner Integrator

Ronchini Massimo Srl: System Partner Kuka

Un’azienda ad alta tecnologia, sorta nella patria del cibo di alta qualità e aperta ai mercati nazionali ed esteri, eccola in sintesi la Ronchini Massimo Srl, system partner KUKA che progetta e costruisce macchine a controllo numerico e impianti robotizzati ad alta precisione per la manipolazione e lavorazione di materie prime.

Abbiamo chiesto a Filippo Ronchini CEO dell’azienda, cosa significa lavorare per un mercato specializzato come quello della fresatura e che ruolo occupano i robot KUKA nello sviluppo del business della Ronchini Massimo Srl.

System Partner Kuka

Ci racconta come siete nati, qual’è la vostra storia?

La Ronchini Massimo Srl ha una storia che risale a oltre 20 anni fa, quando siamo partiti con il nostro core business, che fin dall’inizio era mondo della fresatura.

Dapprima con piccole macchine a tre assi per il mercato dell’incisoria e della grafica, cioè macchine da banco, per poi aumentare la taglia in termini di aree e volumi di lavoro fino ad arrivare a specializzarci in varie tecnologie di lavorazione; non solo la fresatura, quindi, ma tutto quello che gira intorno al mercato della trasformazione dei materiali. Vedevamo però che la tecnologia della fresatura aveva bisogno di una svolta; abbiamo quindi guardato al mondo della robotica, cercando di immaginare un robot che oltre al pick and place potesse anche portare la nostra tecnologia tradizionale, usandola per nuove tipologie di lavorazione.

Il primo è stato un robot per il taglio al plasma; poi ci siamo specializzati nei robot per scolpitura tridimensionale, fresatura e lavorazione.

Cosa ci racconta dell’integrazione con il contesto territoriale in cui vi trovate, in una Lombardia culla della
produzione industriale?

In realtà noi non lavoriamo molto per la nostra zona. Il parmense è specializzato nel food, con tipologie di aziende alimentari, tra prosciuttifici, salumifici e caseifici, che sono un ambiente mediamente lontano dal nostro, dove il grado di automazione non è spinto, visto che i processi di lavorazione sono molto tradizionali.

Siamo quindi più proiettati su tutto il territorio italiano e a livello regionale con Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, nel bacino dell’automazione.
La nostra azienda nasce sui banchi dell’università per un mio interesse per l’automazione. Poi con l’aiuto della mia famiglia si è espansa, ma non è nata da una richiesta del mercato bensì da una passione, in un momento in cui internet era agli albori, non c’era ancora la possibilità di vedere il panorama tecnologico nel suo complesso, ma già allora percepivo la mancanza di fresatura e prototipazione da banco, cioè il business da cui siamo partiti.

Un settore che non c’era o era molto limitato nel numero di aziende in grado di produrre sistemi di pantografatura come il nostro. Siamo nati in un garage e poi… siamo cresciuti!

Avete prospettive di internazionalizzazione ?

Non siamo un grande azienda, ma abbiamo cominciato a guardarci intorno alcuni anni fa. Non per ragioni legate alla crisi, che non abbiamo praticamente visto, ma perché due anni fa abbiamo deciso razionalmente di internazionalizzare scegliendo un mercato: gli Emirati Arabi.

Prima con una visita, poi con fiere internazionali europee, abbiamo conosciuto un importante rivenditore e da lì abbiamo iniziato con la riorganizzazione che serve per entrare nei mercati esteri, dai materiali di comunicazione, al personale formato per interfacciarsi, a un servizio di assistenza che guarda all’estero. Un processo lungo e complesso ma necessario. Siamo andati negli Emirati perché ci abbiamo visto un mercato interessato alla tecnologia e alle aziende europee di dimensioni medie, ma a grande contributo tecnologico.

Siamo noi: ottimo livello tecnologico e capacità tecnica, dimensioni medie. Abbiamo così conosciuto questa grande azienda, con forte potenziale commerciale, che ci mette in contatto con aziende con ottime capacità commerciali ma competenza tecnica ridotta. Il nostro prodotto però ne richiede molta e va conosciuto a fondo per essere venduto nel migliore dei modi. Abbiamo già ottenuto diverse installazioni e stiamo quindi pensando, nel 2018, all’apertura di una nuova sede a Dubai, con tutto quello che comporta in termini organizzativi e fiscali.

Quali modelli KUKA preferite e in base a quali plus di prodotto li scegliete?

Siamo passati a KUKA dopo alcune esperienze con concorrenti e siamo molto contenti, non solo per i robot in sè, ma anche per l’assistenza che è pronta in caso di problemi. Ma è soprattutto il rapporto che abbiamo con KUKA a fare la differenza. 

In caso di necessità di implementazioni software, consigli, informazioni sull’allestimento del robot, risolviamo sempre molto rapidamente e questo ci dà la possibilità di essere molto rapidi anche nelle risposte al cliente.

Per noi integratori è fondamentale dare risposte immediate e ottenere indicazioni per tutto quello riguarda il problem solving. Mentre siamo dal cliente a discutere dell’impianto, se abbiamo un dubbio su quale robot scegliere o su aspetti progettuali non abbiamo che da chiamare il referente KUKA ed ecco la risposta che ci serve. Questo si aggiunge alla qualità del robot, che è ottima.

Quali sono le specificità e criticità della vostra produzione?

Negli anni ci siamo evoluti, specializzandoci su varie tecnologie nel campo della trasformazione dei materiali tant’è che nella nostra produzione non abbiamo solo gli storici sistemi di fresatura, ma anche il taglio tangenziale, macchine per il taglio a lama, che permette di tagliare gommati, tessuti e materiali morbidi in genere.

Da qui siamo poi migrati in settori come il taglio laser per metalli e plastiche, il taglio plasma, fino ad arrivare anche a macchine per la lavorazione degli espansi, i polistiroli, per cui abbiamo creato una serie di macchine per il taglio con filo a caldo.

Nel corso degli anni ci siamo quindi affermati come leader del settore che è quello della pantografatura al fianco delle macchine utensili per tutti i materiali citati.

Perché i robot KUKA rispondono alle vostre esigenze di produzione?

Il prodotto è veramente molto affidabile, ma KUKA, a differenza di tutti gli altri brand ha una riconoscibilità superiore sul mercato.

Vuoi per il colore vuoi per gli investimenti in marketing e valorizzazione. Una capillarità che arriva al cliente, che viene da noi perché se cerca un robot, cerca KUKA. Spesso aziende che si avvicinano alla robotica per la prima volta, confondono il marchio con il prodotto. Cercano un robot e vogliono KUKA perché il marketing è talmente tanto forte che sostiene fortemente il prodotto e i system integrator.

Ai robot KUKA noi integriamo la nostra competenza specializzata, dalla fresatura all’industria 4.0, altro tema su cui KUKA ha spinto fortemente orientando interessi di imprese che non sanno ancora esattamente di cosa si tratti, ma che sono guidati in questa direzione dalla valorizzazione stessa del marchio. In sintesi, KUKA non fa solo ottimi robot, ma offre anche un valore aggiunto che spazia dal marketing al supporto al cliente.

Come rispondete alle problematiche dei vostri mercati e che soluzioni portate?

Facciamo celle robotizzate in genere, saldatura, taglio, pick & place, però abbiamo anche messo a listino un impianto robotizzato da consegnare chiavi in mano che si chiama RM-RoboCut3D, presentato a Mecspe con KUKA. Una cella per cui siamo conosciuti nel nostro settore come punti di riferimento. Veniamo infatti da un’ottima esperienza nella robotica, ma anche nella lavorazione e nei tagli, questa esperienza è oggi sintetizzata in una cella consegnata chiavi in mano e pronta all’uso grazie alla nostra competenza specializzata e ai robot KUKA.

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